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Calto
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mwhqCalto (mwhgCalto in mwhwveneto, mwiaCalt in mwiqdialetto ferrarese) è un mwigcomune italiano di mwiw697 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], situato nella parte mwkaaltopolesana della mwkqprovincia di Rovigo in mwkgVeneto.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Origini del nome

L'ipotesi etimologica più accreditata è quella di accostare il nome "Calto", al termine toponomastico di Κάιτό che in mwmalingua leponzia (lingua parlata da popolazioni transalpine intorno al 400 a.C.), significherebbe "rifugio", "presidio", "difesa"…, l'equivalente del latino mwmqarx, località che ricorda una battaglia, o semplicemente rocca, dal gallico mwmgcatus, nome comunissimo nella toponomastica celtica. I primi insediamenti urbani che poi avrebbero dato origine alla località sono riconducibili ai mwmwpolesini, dossi affioranti dalle grandi mwnapaludi che caratterizzavano la zona. In alcuni documenti risalenti all'mwnqXI secolo il territorio è citato come mwngCadalto o mwnwCavalto. Ciò è avvalorato anche dalla voce dialettale mwoacalto, la quale nella zona dei mwoqColli Euganei, in provincia di Padova, è sinonimo di mwogruscello, mwowfosso scavato.

Storia

Non ci sono fonti documentali specifiche, ma è sostenibile l'idea che nel territorio di Calto ci siano state infiltrazione longobarde fin dal VII secolo d.C. Il fatto è testimoniato da toponimi come "Malborghetto, Volte, bindoli..." e dall'associazione della località Calto, al termine mwpgarimanna, parola longobarda con cui indicavano sia gli abitanti liberi e dediti alle armi, che limite di confine. I Longobardi, infatti con Astolfo, dopo aver conquistato Padova, Monselice, Brescello e Mantova, nel 751 si impossessarono con altre terre dell'Esarcato anche di territori ferraresi, allora non ancora sui principali nodi viari e fluviali separati dal Po di Venezia (mwpwLiber Pontificalis, mwqaCodex Carolinus). Quindi già nel 754 Calto era un borgo consolidato con importanza territoriale strategica, citato nell'inventario della mwqqPromissio Carisiaca di Quierzy, con la quale Pipino il Breve, re dei Franchi, prometteva a papa Stefano II la restituzione dei territori dell'Esarcato. Nel 757 furono inglobati nella "Res Pubblica Romana".

Verso la fine del primo millennio dell'era cristiana era iniziata con Sigfredo e Adalberto Atto l'infiltrazione canossiana che continuò poi con Matilde. La strategia consisteva nel costruire Castelli o fondare monasteri collegati a Cluny e quindi alla famiglia canossiana, sui principali nodi viari e fluviali. Sul territorio di Calto, percorso da una strada che collegava il fiume Po con il monastero benedettino della Vangadizza (Badia Polesine) fu costruito, in località Frattina un piccolo monastero definito dai documenti "Schola" (il fabbricato fu distrutto nel 1945 da una bomba alleata).

Nel 1122 l'arcivescovo di Ravenna Gualtiero scorporò dai vasti territori su cui godeva i privilegi, compresi tra Po e Tartaro, una cospicua superficie comprendente Calto e Valiano (località attorno cui sorgerà Salara) e ne fece investitura alla "vedova di Sichelmo, Imizia, e al di lei figlio Cassotto". Alla morte di questi, che non ebbe eredi, i territori ritornarono al vescovo di Ferrara Landolfo, che li governò per 23 anni. Dal 1153 tutti i possedimenti passarono ai Canonici Lateranensi Agostiniani di San Frediano di Lucca che costruirono in località Valiano una chiesa dedicata alla Santa Croce, ed ebbero la reggenza della chiesa di Calto per circa un secolo.

Azzone VII, marchese di Ferrara, con le buone maniere, altri dicono con la forza, aveva fatto di Calto una sua personale sede militare, togliendola ai frati del convento della Croce di Salara. Il fatto è documentato da una "concordia" stipulata nel 1252, il cui testo era conservato gelosamente dal conte forlivese Brandolini de Brandolini, (lo attesta il Muratori). Così Calto divenne sede di frontiera, di dogana e di normale dislocazione per guarnigioni delle truppe estensi.

Nel luglio 2011 il paese è stato colpito anche da due scosse di terremoto di magnitudo 3.2 e 4.7 che hanno portato significativi danni negli edifici anche se senza seri danni strutturali. Il 20 maggio 2012 un terremoto di magnitudo 5.9 ha danneggiato gravemente la chiesa parrocchiale, infatti una parte del tetto è caduta e la facciata minacciava di cadere. I vigili del fuoco hanno portato la messa in sicurezza. Dal 2016, dopo adeguati restauri, la chiesa parrocchiale è di nuovo agibile.

Nel mwrw2013 è stata costruita ex novo una sala comunitaria "San Rocco", donata dalla Caritas ora utilizzata anche per le celebrazioni liturgiche.

Simboli

«D'argento, alla

torre

di rosso, merlata alla guelfa di due, chiusa di nero, finestrata di due in fascia dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.

»

Il gonfalone è un drappo rettangolare partito di bianco e di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Rocco

Le notizie di una chiesa sul territorio di Calto, sono molto lontane nel tempo. Abbiamo tradizione dell'esistenza di un primo oratorio dedicato a San Tommaso apostolo, fin dal 750 d.C. in seguito dedicato a Santo Stefano. Forse era ubicato nel primitivo centro storico del paese, risalente all'insediamento longobardo, poi inghiottito dal Po oggi in piena area golenale. Dobbiamo giungere al 1189 per avere la certezza dell'esistenza di una chiesa in Cadalto, nome latinizzato di Calto, dipendente dall'esarcato di Ravenna, e della diocesi di Ferrara. L'oratorio è orientato a levante, verso Costantinopoli. La bolla del Papa Clemente III, non ci dice a chi fosse dedicata, ma ci dice che aveva annesso un mwvqHospitale, ossia un ospizio per ospitare i pellegrini di passaggio verso Roma o verso la Terra Santa. Poi la storia ufficiale tace. Finalmente una lettera pastorale del beato Giovanni Tavelli, datata 1434, parla di Chadalto con una sua chiesa alle dipendenze di quella di Ceneselli. È dedicata alla Madonna Assunta ed è rivolta a ponente: sul davanti c'è il cimitero. Nel 1437 un rovinoso sisma, con epicentro a Ferrara, causa molti danni alla chiesa. L'edificio rimane fatiscente a lungo, tanto che nel 1574 un altro vescovo della diocesi di Ferrara Giovanni Maremonti lo descrive molto povero, con muri scrostati, pavimenti divelti, ed il campanile scapitozzato. Dobbiamo giungere al 1591 per avere notizia dell'ultimazione di un nuovo oratorio, orientato ad occidente. La notizia ci è tramandata dal Vescovo Giovanni Fontana della diocesi di Ferrara. I caltesi nel frattempo si sono dimostrati molto attivi ed autonomi e così nel 1596 Calto diviene sede di una parrocchia indipendente. Nel 1599 lo stesso Vescovo Giovanni Fontana, dopo aver nominato il primo rettore della parrocchia, don Ippolito Zapponi, dedica solennemente la chiesa a San Rocco. Nel 1630 anche Calto viene colpito dalla peste che miete oltre 70 vittime. L'epidemia si placa verso la metà di agosto e i Caltesi allora fanno voto, per grazia ricevuta, a San Rocco di costruirgli una chiesa rinnovata e più grande. I lavori iniziano intorno al 1690. Ancora una volta i Caltesi si prodigano con grande generosità. La tradizione ci racconta che viene formata una lunga catena umana, dalla "piarda" sul Po, dove giungevano barconi carichi di materiali, fino alla piazza. Con un passamano fanno arrivare sul cantiere i mattoni. Il progetto, eseguito e diretto da Angelo Santini, prevede la nuova costruzione del coro e del presbiterio, la formazione all'interno del cornicione, l'avanzamento di una campata verso sud con la formazione della nuova facciata, in perfetto stile del '600 ferrarese. In modo simmetrico vengono poste nelle nicchie quattro statue, opera dei fratelli Bonazza: la Madonna, San Giuseppe, San Rocco e San Francesco, (distrutto da una bomba nel 1945, sostituito con una recente statua di San Marco Evangelista del Maestro Vico Basaglia, Caltese). Tra il 24 e il 25 aprile 1945, l'artiglieria alleata bombarda a tappeto la piazza e la navata occidentale viene completamente ridotta in macerie, altre parti dell'interno risultano inagibile. La chiesa viene chiusa al culto e le celebrazioni liturgiche vengono officiate in una casa privata. Intanto Don Guido Monesi, rettore della parrocchia, lancia un appello ai Caltesi, che rispondono con grande generosità e nella Pasqua del 1946 i fedeli possono assistere alle celebrazioni pasquali nella loro chiesa. Il 20 maggio 2012, alle ore 4.05 una forte scossa di terremoto fa crollare parte del tetto, danneggia internamente tutto l'edificio e lo rende inagibile. Nel 2016 la chiesa, dopo essere stata ristrutturata, tornata agibile.

Architetture civili

• Palazzo Riminaldi: costruito nel mwwqXIX secolo ed ora sede municipale.
• Villa Fioravanti Roveri: edificata nel mwwwXVII secolo, di architettura ferrarese con un corpo centrale affiancato lateralmente da due torri simmetriche che terminano con due pinnacoli.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-5[5]

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Adriano Bolognini | Lista Civica | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Adriano Bolognini | Lista Civica | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Mauro Arrivabeni | Lista Civica ( Centro-destra ) | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Mauro Arrivabeni | Lista Civica ( Centro-destra ) | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Michele Fioravanti | Lista Civica (Calto Nel Cuore) | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Michele Fioravanti | Lista Civica (Calto Nel Cuore) | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Nico Manfredi | Lista Civica (Calto Vive) | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwbqmwbgmwbwBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwcademo.istat.it, mwcqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwdqmwdgmwdwClassificazione sismica (mweamweqXLS), su mwegrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwfgmwfwmwgaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwgqmwggPDF), in mwgwciterefmwhaLeggemwhq mwhg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwhwAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwia 151. mwiqURL consultato il 25 aprile 2012 mwig(archiviato dall'mwiwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-43. mwjwmwkamwkqComune di Calto – (RO), su mwkgaraldicacivica.it. mwkwURL consultato il 12 novembre 2023.
cite-note-55. Dati tratti da: mwlwmwmamwmqmwmgmwmwPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwnamwnqPDF), su mwngebiblio.istat.it, mwnwISTAT. mwoamwoqmwogmwowPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwpaesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• mwqqAA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Calto

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.calto.ro.it.
• mwsaCalto, su Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, polesineterratraduefiumi.it. URL consultato il 30 dicembre 2012.